Come si calcola la pressione arteriosa media?
Si somma la sistolica al doppio della diastolica e si divide per 3. La PAM è la pressione media nelle arterie durante un ciclo cardiaco: è la spinta che porta il sangue agli organi, ed è per questo che si segue così da vicino nel paziente critico.
PAM = (sistolica + 2 × diastolica) ÷ 3
Si può scrivere anche diastolica + (sistolica − diastolica) ÷ 3. Il calcolatore mostra anche la pressione differenziale: sistolica − diastolica.
Come usare il calcolatore
- Inserisci la Sistolica in mmHg.
- Inserisci la Diastolica in mmHg. Deve essere più bassa della sistolica, altrimenti il calcolatore segnala un errore.
- Leggi la Pressione arteriosa media, arrotondata all’intero, e sotto la Pressione differenziale.
- La riga del calcolo riporta il valore non arrotondato con un decimale, così puoi controllare i passaggi.
Esempi svolti
Esempio 1 – il valore da manuale. Pressione 120/80 mmHg. (120 + 2 × 80) ÷ 3 = 280 ÷ 3 = 93,3 → PAM 93 mmHg. Differenziale 120 − 80 = 40 mmHg.
Esempio 2 – una pressione bassa. Pressione 90/50 mmHg. (90 + 2 × 50) ÷ 3 = 190 ÷ 3 = 63,3 → PAM 63 mmHg, differenziale 40 mmHg. Il risultato è sotto 65 mmHg e compare l’avviso di bassa perfusione. Una sistolica di 90 può sembrare accettabile da sola, mentre la PAM è già sotto la soglia abituale.
Esempio 3 – una differenziale ampia. Pressione 160/70 mmHg. (160 + 2 × 70) ÷ 3 = 300 ÷ 3 = PAM 100 mmHg, con una differenziale di 90 mmHg. Valori molto diversi possono dare la stessa PAM: anche 130/85 dà 100.
Tabella rapida
PAM per alcuni valori pressori comuni, come li mostra il calcolatore.
| Pressione | PAM | Differenziale |
|---|---|---|
| 80/50 mmHg | 60 mmHg | 30 mmHg |
| 90/60 mmHg | 70 mmHg | 30 mmHg |
| 100/60 mmHg | 73 mmHg | 40 mmHg |
| 110/70 mmHg | 83 mmHg | 40 mmHg |
| 120/80 mmHg | 93 mmHg | 40 mmHg |
| 140/90 mmHg | 107 mmHg | 50 mmHg |
| 160/100 mmHg | 120 mmHg | 60 mmHg |
Errori frequenti
- Fare la media semplice. (120 + 80) ÷ 2 = 100 sovrastima la media reale, perché la diastole dura più della sistole.
- Invertire i due valori. La diastolica deve essere il numero più basso; il calcolatore non accetta il contrario.
- Confrontare formula e monitor come se fossero la stessa misura. Il bracciale automatico o la cruenta che mostrano la PAM l’hanno misurata; la formula la stima da due soli punti. Piccole differenze sono normali.
- Considerare i 65 mmHg un obiettivo valido per tutti. È un riferimento per l’adulto: l’obiettivo può essere fissato più alto o più basso per il singolo paziente, e i bambini hanno valori propri.
Limiti
Il peso di un terzo presuppone una frequenza normale a riposo. In tachicardia la diastole si accorcia e la media reale si avvicina alla sistolica, quindi la formula tende a sottostimarla. Aritmie, insufficienza aortica e arterie molto rigide aggiungono altri errori. Il risultato vale quanto la misurazione: un bracciale della misura sbagliata o un braccio in movimento falsano entrambi i valori.
Una PAM che scende raramente viaggia da sola. L’indice di shock può segnalare un problema quando la pressione sembra ancora buona, e nel sospetto di infezione il punteggio qSOFA completa il quadro al letto. Per la gestione dei liquidi può essere utile tenere aggiornato il bilancio idrico.
Domande frequenti
Qual è il valore normale della pressione arteriosa media?
Nell’adulto sano a riposo la PAM è di solito tra circa 70 e 110 mmHg. In area critica la soglia inferiore più citata è 65 mmHg: la Surviving Sepsis Campaign, per esempio, la indica come obiettivo iniziale nello shock settico. Il calcolatore segnala ogni valore sotto 65 mmHg.
Perché la diastolica si conta due volte?
Perché il cuore passa circa due terzi di ogni battito in diastole. A frequenza normale, a riposo, circa un terzo del ciclo è sistole e due terzi diastole. Per la maggior parte del tempo la pressione nelle arterie resta quindi più vicina alla diastolica, e la formula le dà più peso.
La PAM calcolata è uguale a quella del monitor?
Non esattamente. Gli sfigmomanometri automatici misurano direttamente la PAM, nel punto di massima oscillazione, e da quella stimano sistolica e diastolica. La pressione arteriosa cruenta fa la media dell’intera curva. Entrambe possono scostarsi di qualche mmHg dalla formula, e il valore misurato di solito è il più preciso.
Che cos’è la pressione differenziale?
La pressione differenziale, detta anche pressione pulsatoria, è la sistolica meno la diastolica. A riposo nel giovane adulto è di circa 40 mmHg. È spesso ampia nell’anziano con arterie rigide. Una differenziale ridotta può accompagnare una gittata sistolica bassa, per esempio nell’ipovolemia, e merita un secondo sguardo.
Esiste un altro modo di scrivere la formula?
Sì: diastolica + (sistolica − diastolica) ÷ 3, cioè la diastolica più un terzo della differenziale. Dà esattamente lo stesso risultato, perché è la stessa formula riordinata. Per il calcolo a mente è spesso più comoda: con 120/80, 80 + 40 ÷ 3 = 93,3.
Posso usare il calcolatore nei bambini?
Sì per il calcolo, no per l’avviso. La formula è identica a ogni età, mentre i valori normali cambiano con età e corporatura. L’avviso dei 65 mmHg è una soglia dell’adulto e non vale in età pediatrica: conviene confrontare la PAM del bambino con i valori di riferimento pediatrici.