a.c.
prima dei pastia.c. significa “prima dei pasti”: il farmaco si dà prima di mangiare, di solito circa mezz’ora prima. Si trova con l’insulina, alcuni antidiabetici e i farmaci che si assorbono meglio a stomaco vuoto.
Latino: ante cibum
Cosa vogliono dire le sigle di cartelle, terapie e referti, e quali abbreviazioni gli enti per la sicurezza raccomandano di non usare.
Le sigle segnate “Da evitare” compaiono nella Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute o nella lista ISMP delle abbreviazioni a rischio: hanno causato errori di terapia reali. Ti consigliamo di scrivere le parole per esteso.
a.c. significa “prima dei pasti”: il farmaco si dà prima di mangiare, di solito circa mezz’ora prima. Si trova con l’insulina, alcuni antidiabetici e i farmaci che si assorbono meglio a stomaco vuoto.
Latino: ante cibum
È il nome britannico del pronto soccorso.
Esame su sangue arterioso che misura pH, PaO₂, PaCO₂, bicarbonati e spesso lattati ed elettroliti. In italiano la sigla è EGA.
Arresto della circolazione e del respiro. In inglese cardiac arrest.
In inglese ACR significa rapporto albumina/creatinina urinario, oppure American College of Radiology o of Rheumatology.
Termine che comprende angina instabile, NSTEMI e STEMI. In italiano la sigla è SCA.
Abbreviazione latina per l’orecchio destro, usata con le gocce auricolari. L’ISMP segnala AD, AS e AU perché si confondono facilmente con OD, OS e OU (gli occhi).
Latino: auris dextra
Meglio scrivere “orecchio destro”.
Significa “a volontà”: per esempio liquidi per bocca o attività consentite senza un limite fissato. Nelle cartelle italiane la sigla è rara; si scrive per esteso “ad libitum” o “a volontà”.
Latino: ad libitum
Assistenza a domicilio che integra prestazioni infermieristiche, mediche, riabilitative e sociali.
Attività di base come lavarsi, vestirsi, mangiare, usare il bagno e spostarsi, usate per valutare l’autonomia (per esempio con l’indice di Katz).
Ritmo cardiaco irregolare, spesso rapido, che aumenta il rischio di ictus. In italiano la sigla è FA.
Deficit neurologico transitorio di origine ischemica. È molto usata anche la sigla inglese TIA.
Riduzione improvvisa della funzione renale nell’arco di ore o giorni, rilevata da aumento della creatinina o calo della diuresi. In italiano si usa AKI o IRA (insufficienza renale acuta).
Rianimazione eseguita da squadre addestrate, che aggiunge al BLS gestione avanzata delle vie aeree, farmaci e defibrillazione manuale. In neurologia ALS indica la sclerosi laterale amiotrofica (in italiano SLA).
Abbreviazione americana dell’acetaminofene, cioè il paracetamolo. L’ISMP la segnala perché molti operatori e pazienti non la riconoscono, con il rischio di dosi duplicate.
Meglio scrivere per esteso “paracetamolo”.
Racconto del problema attuale che ha portato alla visita o al ricovero. In inglese HPI o HPC.
Malattie, interventi e ricoveri passati del paziente. In inglese PMH.
Test della coagulazione che esplora la via intrinseca e quella comune, usato soprattutto per monitorare l’infusione di eparina non frazionata. Nei referti italiani si trova anche come PTT.
Infiammazione polmonare acuta e grave che causa ipossiemia, classificata anche in base al rapporto PaO₂/FiO₂.
Abbreviazione latina per l’orecchio sinistro. Si confonde facilmente con OS (occhio sinistro) ed è quindi nell’elenco ISMP. In cardiologia AS indica anche la stenosi aortica.
Latino: auris sinistra
Meglio scrivere “orecchio sinistro”.
Ente locale del Servizio Sanitario Nazionale; alcune regioni usano altri nomi, come ATS e ASST in Lombardia, AUSL, ASP o ULSS.
Valutazione medica obbligatoria disposta quando la persona rifiuta di farsi visitare, spesso prima di un eventuale TSO.
Nei referti di laboratorio ASO (o TAS) è il titolo antistreptolisinico.
Abbreviazione comune per antibiotico o antibioticoterapia (“paziente in ATB”). In inglese spesso abx.
Abbreviazione latina per entrambe le orecchie. Si confonde facilmente con OU (entrambi gli occhi) ed è quindi nell’elenco ISMP.
Latino: auris utraque
Meglio scrivere “entrambe le orecchie”.
Valutazione rapida della coscienza in quattro livelli: il paziente è sveglio, risponde alla voce, risponde solo al dolore oppure non risponde?
Concentrazione di urea nel sangue, in mg/dL. I laboratori anglosassoni riportano spesso il BUN, che misura solo l’azoto: urea ≈ BUN × 2,14.
Vecchia sigla dell’antiretrovirale zidovudina. L’ISMP la segnala perché è stata confusa con azatioprina e aztreonam.
Meglio scrivere per esteso “zidovudina”.
b.d. significa due volte al giorno: è la forma britannica e australiana di b.i.d.
Latino: bis die
b.i.d. significa due volte al giorno: due dosi nelle 24 ore, di solito mattina e sera. È tipica delle prescrizioni americane; in italiano si scrive “2 volte/die” o “x 2/die”.
Latino: bis in die
I primi passi della rianimazione: riconoscere l’arresto, chiamare aiuto, compressioni toraciche, ventilazioni e defibrillazione con DAE. In italiano si usa anche BLSD.
Nome usato in Italia per il BLS con uso del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE).
Nei reparti britannici “BM” indica in gergo la glicemia capillare, dal nome delle vecchie strisce BM-Test. Nelle note americane BM significa di solito evacuazione intestinale.
Conviene controllare il contesto: “BM 4.2” è una glicemia, “no BM for 3 days” indica stitichezza.
Peso in chilogrammi diviso per l’altezza in metri al quadrato; semplice indice di screening del peso rispetto all’altezza. In italiano si usa anche IMC.
Pannello americano con glicemia, calcio, sodio, potassio, cloro, bicarbonati, azoto ureico (BUN) e creatinina.
Ormone rilasciato dal muscolo cardiaco sotto stiramento; BNP o NT-proBNP aiutano a valutare il sospetto di scompenso cardiaco.
La pressione del sangue nelle arterie, espressa come sistolica su diastolica in mmHg. In italiano la sigla è PA.
Malattia respiratoria cronica con ostruzione persistente delle vie aeree. In inglese COPD.
Stima della superficie esterna del corpo in m², calcolata da altezza e peso. Si usa per dosare la chemioterapia e alcuni altri farmaci. In italiano si abbrevia spesso SC.
Abbreviazione di “bedtime”, l’ora di andare a letto. L’ISMP la segnala perché può essere letta come “BID” (due volte al giorno).
Meglio scrivere “prima di coricarsi”.
Misura americana dell’urea nel sangue, usata con la creatinina per valutare funzione renale e idratazione. In Italia si dosa più spesso l’urea o azotemia.
Introduce il disturbo riferito dal paziente, per esempio “c/o dolore toracico”. In italiano si scrive “riferisce” o “lamenta”.
Concentrazione di calcio nel sangue, in Italia in mg/dL; risente del valore dell’albumina.
In cartella “Ca” indica anche il carcinoma (“Ca polmonare”).
Esame del sangue di routine che misura globuli rossi, emoglobina, globuli bianchi e piastrine. In italiano si chiama semplicemente emocromo.
Glicemia misurata con il glucometro su una goccia di sangue capillare, in mg/dL in Italia o in mmol/L nel Regno Unito. In italiano si parla di “stick glicemico” o HGT.
Vecchia unità di volume pari a un millilitro, ancora usata a voce in reparto (“10 cc di fisiologica”).
Presente nella lista ISMP e tra le sigle da evitare della Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute: scritto a mano “cc” può sembrare “u” o degli zeri. Meglio scrivere mL.
Termine più datato per lo scompenso cardiaco con congestione, ancora frequente nelle note americane. In italiano si parla di scompenso cardiaco congestizio.
Riduzione della funzione renale o danno renale che dura più di tre mesi, classificata soprattutto in base all’eGFR. In italiano si usa MRC o IRC (insufficienza renale cronica).
Il BMP con in più gli esami di funzionalità epatica, le proteine totali e l’albumina.
Malattia polmonare cronica con ostruzione persistente al flusso d’aria, causata soprattutto dal fumo. In italiano la sigla è BPCO.
In area acuta CP indica di solito il dolore toracico. Nelle note pediatriche e neurologiche indica spesso la paralisi cerebrale infantile: conta il contesto.
Abbreviazioni di compressa e compresse: “1 cp” è una compressa. In inglese tab o tabs.
In inglese CPR significa rianimazione cardiopolmonare (in italiano RCP). Le capsule si abbreviano “cps”.
Compressioni toraciche con ventilazioni, eseguite durante l’arresto cardiaco. In italiano la sigla è RCP.
Creatinina nel sangue (creatininemia, spesso “creat” nei referti), in Italia in mg/dL e nel Regno Unito in µmol/L. Serve a stimare la funzione renale.
Indicatore di infiammazione nel sangue che aumenta in poche ore nelle infezioni e in molte condizioni infiammatorie. In italiano la sigla è PCR.
Esame radiologico a sezioni, talvolta con mezzo di contrasto endovenoso. In italiano la sigla è TC (o TAC).
Il servizio che prenota visite ed esami ambulatoriali del Servizio Sanitario Nazionale.
Catetere introdotto attraverso l’uretra in vescica per drenare l’urina, spesso un Foley.
CV significa anche “cardiovascolare”; decide il contesto.
Termine più datato per ictus: danno cerebrale da occlusione o rottura di un vaso sanguigno. In italiano si dice ictus (o ACV, poco usato).
Catetere con la punta in una grossa vena centrale vicino al cuore, usato per infusioni, nutrizione parenterale e monitoraggio. Stessa sigla in inglese.
La cannula corta inserita in una vena periferica del braccio o della mano, chiamata anche agocannula o AVP (accesso venoso periferico).
In inglese CVP significa central venous pressure, cioè la pressione venosa centrale (in italiano PVC). Attenzione al contesto.
Radiografia semplice del torace, usata per valutare polmoni, dimensioni del cuore e posizione di cateteri e sonde. In italiano si scrive “Rx torace”.
Usata sia per “dimissione” sia per “sospendere”. L’ISMP la segnala perché farmaci da proseguire dopo la dimissione sono stati sospesi per errore.
Meglio scrivere per esteso “dimissione” oppure “sospendere”.
Dipartimento ospedaliero che riunisce i servizi di emergenza; i DEA di I e II livello differiscono per le specialità presenti.
Ricovero programmato che si conclude in giornata, senza pernottamento; la day surgery si abbrevia DS.
Dal latino, significa “al giorno”: “1 cp/die” vuol dire una compressa al giorno.
Latino: die
Un lettore inglese può non riconoscerla. È utile indicare anche l’orario di somministrazione (per esempio “ore 8”).
Complicanza grave del diabete con glicemia alta, chetoni e acidosi metabolica, di solito per carenza di insulina. In italiano si usa DKA o CAD.
Gruppo di malattie con glicemia cronicamente elevata, soprattutto di tipo 1 e di tipo 2.
Termine usato nel Regno Unito per la decisione registrata di non tentare la RCP. La parola “attempt” sottolinea che la rianimazione non sempre riesce; tutte le altre cure proseguono come previsto.
Decisione documentata di non tentare la rianimazione cardiopolmonare in caso di arresto. Non significa sospendere le altre cure. In italiano si parla di “ordine di non rianimare” o DNR.
Guanti, camici, mascherine, protezioni oculari. In inglese PPE.
In inglese DPI significa inalatore di polvere secca.
Coagulo in una vena profonda, di solito della gamba, che può migrare fino ai polmoni. In italiano la sigla è TVP.
Abbreviazione inglese di diagnosi; “DDx” è la diagnosi differenziale. Attenzione: nelle cartelle italiane “dx” significa destra.
Indicazione del lato: “arto inf. sx” è l’arto inferiore sinistro.
In inglese Dx significa diagnosi e Sx sintomi (o chirurgia). Per procedure e lateralità scrivere il lato per esteso evita errori.
Eparine come l’enoxaparina, somministrate per via sottocutanea. Si trova anche la variante HBPM. In inglese LMWH.
Ecografia con Doppler a colori che mostra il flusso nei vasi, usata per esempio per cercare una TVP (“ECD arti inferiori”).
Registrazione dell’attività elettrica del cuore, di solito l’ECG standard a 12 derivazioni.
Esame ecografico di qualsiasi distretto: “eco addome” è l’ecografia dell’addome.
In inglese “echo” da solo indica l’ecocardiogramma.
Il reparto ospedaliero per l’assistenza urgente e non programmata. In italiano si dice pronto soccorso (PS) o DEA.
Analisi dei gas nel sangue, di solito arterioso: pH, PaO₂, PaCO₂, bicarbonati e lattati.
Stima della funzione renale calcolata da creatinina, età e sesso, espressa in mL/min/1,73 m². In italiano si usa anche VFG o GFR stimato.
Grafia americana di ECG, dal tedesco “Elektrokardiogramm”. In italiano si usa ECG.
Sezione della cartella clinica con i reperti della visita medica.
Occlusione di un’arteria polmonare, di solito da un coagulo partito da una TVP. In inglese PE.
Ambigua: EP può indicare anche l’edema polmonare (forma acuta EPA). In inglese EP significa elettrofisiologia.
Indicatore di infiammazione più lento e aspecifico, espresso in mm/ora. In italiano la sigla è VES.
Ecografia del cuore eseguita attraverso la parete toracica. La versione transesofagea è l’ETE.
In inglese ETT significa tubo endotracheale, o test da sforzo.
Via endovenosa: il farmaco o il liquido va direttamente in vena. Si scrive anche “e.v.”; in inglese IV.
Aritmia con attività atriale disorganizzata. In inglese le lettere sono invertite: AF.
Nei referti di laboratorio FA indica anche la fosfatasi alcalina; in cartella “AF” può indicare l’anamnesi familiare.
Farmaci come ibuprofene, ketoprofene e diclofenac. In inglese NSAIDs.
Nome britannico e australiano dell’emocromo completo (CBC).
Numero di battiti al minuto. In inglese HR.
La quota di ossigeno nella miscela inspirata, da 0,21 (aria ambiente) fino a 1,0 (ossigeno al 100%).
Abbreviazione di fiala, contenitore di farmaco iniettabile: “1 fl IM” significa una fiala per via intramuscolare.
In inglese fl sta per fluid e fL (femtolitro) è l’unità del volume corpuscolare medio. Lo stesso farmaco esiste in fiale di dosaggio diverso: la dose in mg è più chiara del numero di fiale.
Numero di atti respiratori al minuto. In inglese RR.
In inglese si scrive RR, che però nella tradizione italiana indica la pressione arteriosa (Riva-Rocci).
Unità di massa per le dosi più alte: 1 g = 1000 mg. Scrivere “500 mg” invece di “0,5 g” evita errori con la virgola.
Conta dei leucociti nell’emocromo. In inglese WBC.
Punteggio da 3 a 15 che valuta lo stato di coscienza in base all’apertura degli occhi, alla risposta verbale e a quella motoria.
Vecchio nome dell’AST, ancora frequente nei referti italiani, spesso scritto “AST/GOT”.
Vecchio nome dell’ALT, ancora frequente nei referti italiani, spesso scritto “ALT/GPT”.
Conta degli eritrociti nell’emocromo. In inglese RBC.
Dal latino guttae; si usa per le gocce orali o oculari (“20 gtt”) e per la velocità di un’infusione a caduta in gocce al minuto (gtt/min).
Latino: guttae
La dimensione della goccia dipende dal contagocce del prodotto o dal deflussore (fattore di goccia): la goccia non è un volume fisso.
Tradizionalmente significa “prima di coricarsi”, ma HS viene usato anche per “mezza concentrazione” (half-strength). L’ISMP lo considera a rischio di errore proprio per questo doppio significato.
Latino: hora somni
Meglio scrivere per esteso “prima di coricarsi” o “a mezza concentrazione”.
La proteina dei globuli rossi che trasporta l’ossigeno; un valore basso indica anemia. Si esprime in g/dL (in Italia) o g/L.
Riflette la glicemia media degli ultimi 2–3 mesi circa; si esprime in mmol/mol o in %.
Sigla comune del diuretico idroclorotiazide. L’ISMP la segnala perché è stata letta come idrocortisone (per esempio “HCT 250 mg”).
Meglio scrivere per esteso “idroclorotiazide”.
Condizione in cui il cuore non riesce a pompare sangue a sufficienza per le esigenze dell’organismo, con dispnea e ritenzione di liquidi. In italiano si dice scompenso cardiaco (SC).
Termine di reparto per la glicemia da puntura del dito, dal nome di una vecchia striscia reattiva. In alcuni reparti si scrive DTX (Dextrostix).
Emergenza diabetica con glicemia molto alta, grave disidratazione e osmolalità elevata, di solito senza chetosi importante. In italiano si usa spesso la stessa sigla HHS.
Il numero di battiti cardiaci al minuto. In italiano la sigla è FC, anche se sui monitor si legge spesso HR.
Esame del sangue che rileva il danno del muscolo cardiaco, come troponina I (hs-cTnI) o T (hs-cTnT); nel sospetto infarto si ripete di solito a distanza di poche ore.
Pressione arteriosa stabilmente elevata, frequente nell’anamnesi patologica remota. In italiano si scrive IA o ipertensione.
La storia clinica del paziente, come in PMHx (anamnesi patologica remota) o DHx (anamnesi farmacologica).
Registrazione di tutti i liquidi in entrata (per bocca, endovena, nutrizione) e in uscita (urine, drenaggi, vomito), usata per calcolare il bilancio idrico.
Pressione arteriosa stabilmente elevata; si scrive anche IAS (ipertensione arteriosa sistemica).
IA significa anche intra-arteriosa (via di somministrazione) e intelligenza artificiale.
Il reparto per i pazienti che hanno bisogno di supporto d’organo e monitoraggio continuo. In italiano si dice terapia intensiva o rianimazione (TI, UTI).
L’iniezione si esegue nello spessore della cute, appena sotto la superficie, come nel test tubercolinico di Mantoux. In altri contesti ID indica le malattie infettive o l’identificazione.
Abbreviazione di “iniezione”. L’ISMP la segnala perché è stata letta come IV o come intragiugulare. IJ indica spesso anche la vena giugulare interna.
Meglio scrivere per esteso “iniezione”.
Il farmaco viene iniettato in un muscolo, per esempio nel deltoide, nel vasto laterale o nella sede ventroglutea. In italiano si scrive anche “i.m.”.
Necrosi del muscolo cardiaco per ischemia, distinta in STEMI e NSTEMI. In inglese AMI.
Il farmaco si somministra nel naso, come alcuni analgesici e il naloxone. L’ISMP la segnala perché può essere letta come IM o IV.
Meglio scrivere per esteso “intranasale” (o “NAS”, come suggerisce l’ISMP).
Il farmaco viene inalato, per esempio con un inalatore predosato o a polvere secca. Attenzione: INH è anche la sigla dell’isoniazide, un antitubercolare.
Versione standardizzata del tempo di protrombina, usata soprattutto per monitorare warfarin e gli altri antagonisti della vitamina K.
Farmaci e liquidi vengono somministrati nel midollo osseo con un ago dedicato, di solito in emergenza quando non si riesce a reperire rapidamente un accesso venoso.
Posizionamento di un tubo attraverso la bocca nella trachea per proteggere le vie aeree.
Vecchio titolo dell’infermiere, ancora presente in documenti datati; oggi il titolo è semplicemente “infermiere”.
IP significa anche intraperitoneale.
Via rettale, per esempio supposte o clismi. In inglese si usa di solito PR (per rectum).
Ambigua: in cartella IR indica anche insufficienza respiratoria o renale; in inglese significa immediate release o radiologia interventistica. Meglio “via rettale” per esteso.
Perdita rapida della funzione renale. Oggi si usa sempre più AKI o “danno renale acuto”.
IRA indica anche l’insufficienza respiratoria acuta: conviene controllare il contesto.
Riduzione persistente della funzione renale. MRC è il termine più recente, calcato sull’inglese CKD.
Il farmaco viene iniettato nel liquor che circonda il midollo spinale. L’ISMP segnala la sigla perché è stata confusa con intratracheale, intratumorale, intratimpanico e terapia inalatoria.
Meglio scrivere per esteso “intratecale”.
Nome britannico dell’unità di terapia intensiva (ICU).
Unità standardizzata di attività per alcune vitamine, ormoni e vaccini. In italiano si scrive UI. È nell’elenco “Do Not Use” della Joint Commission perché può essere letta come IV o come il numero 10.
Meglio scrivere per esteso “unità internazionali” o “unità”.
Il farmaco o il liquido viene somministrato direttamente in vena, in bolo, in infusione intermittente o continua. In italiano la sigla più usata è EV (e.v.).
Nella pratica infermieristica britannica e australiana IVC indica spesso l’agocannula venosa periferica. In anatomia e diagnostica per immagini indica la vena cava inferiore.
Farmaco iniettato direttamente in vena o nella linea venosa in poco tempo, da pochi secondi a qualche minuto. In italiano si dice “bolo e.v.”. In radiologia IVP può indicare anche l’urografia endovenosa.
Infusione intermittente di piccolo volume, per esempio un antibiotico, collegata a un raccordo di una linea venosa già in uso. Termine soprattutto americano.
Infezione di vescica, uretra, ureteri o reni. In inglese UTI.
In inglese IVU significa urografia endovenosa. E UTI, che in inglese è l’infezione urinaria, in italiano indica l’unità di terapia intensiva.
Simbolo chimico del potassio; sia la potassiemia alta sia quella bassa possono causare aritmie pericolose.
Mille grammi. Il peso corporeo in kg è la base di molte dosi e calcoli rapportati al peso.
Unità SI di pressione. Molti emogas riportano PaO₂ e PaCO₂ in kPa (1 kPa ≈ 7,5 mmHg), anche se in Italia si usa più spesso mmHg.
Velocità di infusione minima usata solo per evitare che l’agocannula si occluda. È consigliabile indicare comunque la velocità esatta nella prescrizione.
Mille mL. Si usa per grandi volumi di liquidi e per il flusso di ossigeno (L/min).
Lesione della cute e dei tessuti sottostanti causata da pressione prolungata, classificata per stadi. Ha sostituito il termine “lesione da decubito”.
Gruppo di esami del sangue come ALT, AST, fosfatasi alcalina, GGT, bilirubina e albumina, usati per valutare danno o disfunzione epatica. In italiano si parla di “indici di funzionalità epatica”.
Gruppo di anticoagulanti iniettabili, come l’enoxaparina, di solito somministrati per via sottocutanea per prevenire o trattare i trombi. In italiano la sigla è EBPM.
Può significare perdita di coscienza (per esempio “trauma cranico, no LOC”) oppure livello di coscienza: conta il contesto. In italiano si parla di PdC per la perdita di coscienza.
Parola latina per “al mattino”, usata soprattutto nelle schede terapeutiche britanniche e australiane per una dose unica mattutina.
Latino: mane
La pressione media nelle arterie durante un ciclo cardiaco, usata come indice di perfusione degli organi. In italiano la sigla è PAM.
Il documento, cartaceo o elettronico, in cui si registra ogni dose prescritta come somministrata, sospesa o rifiutata. In Italia corrisponde al foglio unico di terapia.
Un milionesimo di grammo, cioè un millesimo di milligrammo. In inglese si scrive “mcg” invece di “µg” per non confonderlo con mg; in Italia la Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute chiede di scrivere per esteso “microgrammi”.
Unità per gli elettroliti basata sulla loro carica elettrica. Per gli ioni monovalenti come K⁺ e Na⁺, 1 mEq equivale a 1 mmol.
Un millesimo di grammo. È l’unità più comune per le dosi dei farmaci.
Simbolo chimico del magnesio; valori bassi sono frequenti e spesso si associano a potassio basso. Da non confondere con mg (milligrammo).
La formula chimica del magnesio solfato, usata come abbreviazione nelle prescrizioni. È nell’elenco “Do Not Use” della Joint Commission perché può essere letta come MSO4 (morfina solfato).
Meglio scrivere per esteso “magnesio solfato”.
Infarto: morte di una parte del muscolo cardiaco per l’interruzione dell’afflusso di sangue. In italiano si usa IMA (infarto miocardico acuto).
Catetere venoso periferico lungo, inserito in una vena del braccio, con la punta che resta in zona ascellare e non in una vena centrale.
È un accesso periferico: le soluzioni che richiedono un accesso centrale non sono adatte a questa via. È diverso dal PICC.
Un millesimo di litro, l’unità standard per i farmaci liquidi e i volumi di liquidi. Equivale a un centimetro cubo (cc).
Il medico di famiglia del Servizio Sanitario Nazionale.
L’unità usata per la pressione arteriosa e per molte altre pressioni in clinica.
Un millesimo di mole, l’unità di quantità di sostanza usata per gli elettroliti e molti esami di laboratorio (per esempio mmol/L).
Esame per immagini che usa un forte campo magnetico invece dei raggi X; impianti e dispositivi metallici si verificano prima. In italiano la sigla è RM.
Nelle prescrizioni MS ha indicato la morfina solfato, ma può essere letta come magnesio solfato. Nelle note cliniche indica spesso la sclerosi multipla (in italiano SM) o la stenosi mitralica. È nell’elenco “Do Not Use” della Joint Commission.
Meglio scrivere per esteso “morfina solfato” o “magnesio solfato”.
Abbreviazione della morfina solfato che si confonde facilmente con MgSO4 (magnesio solfato). È nell’elenco “Do Not Use” della Joint Commission.
Meglio scrivere per esteso “morfina solfato”.
Sigla molto diffusa del metotrexato. L’ISMP la segnala perché è stata confusa con il mitoxantrone; gli errori con il metotrexato sono particolarmente gravi perché per bocca si assume di solito una volta alla settimana, non ogni giorno.
Nelle prescrizioni è meglio scrivere per esteso “metotrexato”.
Abbreviazione frequente in note e schede terapeutiche, per esempio come indicazione di un antiemetico.
Concentrazione di sodio nel sangue, in mEq/L o mmol/L.
Nelle note britanniche NAD significa di solito “nulla di patologico” all’esame; in quelle americane spesso “nessuna sofferenza acuta”. In italiano si scrive “nulla da segnalare” o “obiettività nella norma”.
Anticoagulanti come dabigatran, apixaban, rivaroxaban ed edoxaban. Oggi si preferiscono le sigle DOAC o AAD (anticoagulanti ad azione diretta).
Equivalente britannico e australiano di NPO: il paziente non deve assumere cibo né bevande per bocca (“a digiuno”).
Nutrizione attraverso l’intestino tramite una sonda, come SNG o PEG.
In inglese NE indica di solito la norepinefrina, cioè la noradrenalina.
Il farmaco viene trasformato in una nebbia sottile e inalato con maschera o boccaglio, come per salbutamolo o soluzione fisiologica. In italiano si parla di “aerosol”.
Punteggio di allerta precoce calcolato dai parametri vitali di routine (FR, SpO₂, ossigenoterapia, PA, polso, coscienza e temperatura) per riconoscere in tempo il paziente che peggiora. NEWS2 è la versione britannica attuale, usata anche in molti ospedali italiani.
Indica la sonda che passa dal naso fino allo stomaco, usata per nutrizione, farmaci o drenaggio gastrico. In italiano la sigla è SNG; è consigliabile verificare il posizionamento prima dell’uso.
Si annota quando il paziente non ha allergie note ai farmaci. NKA (no known allergies) comprende anche alimenti e altri allergeni.
Parola latina per “di notte”, usata soprattutto nelle schede terapeutiche britanniche e australiane per una dose serale o al momento di coricarsi.
Latino: nocte
Il paziente non deve mangiare né bere nulla, di solito prima di un intervento o di una procedura, o quando la deglutizione non è sicura. In italiano si dice “a digiuno”; la prescrizione dovrebbe chiarire se i farmaci per bocca restano consentiti.
Latino: nil per os
Nutrizione somministrata interamente per via venosa, di solito da un accesso centrale. NP indica la nutrizione parenterale in generale.
Scale per misurare l’intensità del dolore da 0 a 10 (nella VAS il paziente segna un punto su una linea di 10 cm). La Legge 38/2010 impone di riportare la rilevazione del dolore in cartella clinica.
Classe di analgesici e antinfiammatori come ibuprofene, naprossene e diclofenac. In italiano la sigla è FANS; sono rilevanti per la funzione renale, il rischio emorragico e la protezione gastrica.
Infarto confermato dall’aumento della troponina ma senza sopraslivellamento del tratto ST all’ECG.
Area del pronto soccorso dove il paziente resta in osservazione per un numero limitato di ore prima di decidere ricovero o dimissione.
Termine dei reparti britannici e australiani per la rilevazione dei parametri vitali: polso, pressione, frequenza respiratoria, saturazione, temperatura e coscienza.
OD può indicare due cose molto diverse: “una volta al giorno” (omni die), comune nelle prescrizioni britanniche, oppure “occhio destro” (oculus dexter), in oculistica e nella pratica americana. Il doppio significato lo rende una fonte classica di errori.
Latino: omni die; oculus dexter
L’ISMP la segnala in entrambi i significati: farmaci orali da dare una volta al giorno sono finiti nell’occhio destro. Meglio scrivere per esteso “una volta al giorno” oppure “occhio destro”.
Usata talvolta in indicazioni come “sciogliere in OJ”. L’ISMP la segnala perché è stata letta come OD o OS, con farmaci orali somministrati nell’occhio.
Meglio scrivere per esteso “succo d’arancia”.
La sala in cui si eseguono gli interventi; nel Regno Unito e in Australia si chiama “theatre”. In italiano si dice sala operatoria.
Abbreviazione latina per l’occhio sinistro, usata con i colliri e in oculistica. L’ISMP la segnala perché si confonde con AS (orecchio sinistro). In Italia il rischio è doppio: “os” si scrive anche per “per bocca”.
Latino: oculus sinister
Meglio scrivere “occhio sinistro”.
Via orale, dal latino “attraverso la bocca”. In italiano si scrive “per os” o “os”, in inglese PO.
Latino: per os
In inglese e in oculistica OS significa oculus sinister, occhio sinistro, ed è nella lista ISMP. La Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute cita proprio “os” tra le abbreviazioni latine da evitare. Meglio “per bocca” o “via orale”.
Operatore di supporto che si occupa dell’assistenza di base e dell’igiene della persona, in collaborazione con l’infermiere. Non è un infermiere.
Farmaco che si compra senza ricetta. In Italia i farmaci da banco (OTC) sono una parte dei farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP). Conviene chiederli nell’anamnesi farmacologica: i pazienti spesso non li citano.
Abbreviazione latina per entrambi gli occhi. L’ISMP la segnala perché si confonde con AU (entrambe le orecchie). In italiano si usa anche OO.
Latino: oculus uterque
Meglio scrivere “entrambi gli occhi”.
p.c. significa “dopo i pasti”: il farmaco si dà dopo aver mangiato, spesso per ridurre i disturbi gastrici o per legarlo al pasto.
Latino: post cibum
Valore registrato come sistolica su diastolica in mmHg. In inglese BP.
In inglese PA significa arteria polmonare, proiezione postero-anteriore (radiografia del torace) o physician assistant.
La pressione media durante il ciclo cardiaco, indice della perfusione degli organi. In inglese MAP.
La pressione parziale di ossigeno nel sangue arterioso, misurata con l’emogasanalisi in mmHg o kPa.
Le due componenti della pressione arteriosa. In inglese SBP e DBP.
In inglese PAD significa arteriopatia periferica (in italiano AOCP).
Una pompa che permette al paziente di autosomministrarsi piccole dosi prestabilite di analgesico, di solito un oppioide, entro limiti di sicurezza. L’ISMP la segnala perché la stessa sigla è stata usata per il farmaco procainamide.
È consigliabile evitare PCA per la procainamide e scrivere per esteso i nomi dei farmaci.
Marcatore di infiammazione, refertato in mg/L o mg/dL. In inglese CRP.
In inglese, e in microbiologia anche in italiano, PCR significa reazione a catena della polimerasi (per esempio il tampone COVID-19). Attenzione anche alle unità: mg/dL e mg/L differiscono di dieci volte.
Percorso condiviso a livello locale che definisce le tappe della gestione di una patologia.
Di solito indica l’embolia polmonare, un coagulo che ostruisce un’arteria del polmone (in italiano EP). Nelle note cliniche PE può indicare anche l’esame obiettivo.
Sonda posizionata per via endoscopica attraverso la parete addominale nello stomaco, per la nutrizione enterale a lungo termine. Stessa sigla in inglese.
Catetere venoso centrale inserito da una vena del braccio, di solito con guida ecografica, con la punta vicino al cuore. In Italia si usa la sigla inglese.
Il pediatra di famiglia del Servizio Sanitario Nazionale, che segue i bambini in genere fino ai 14 anni.
Nel primo soccorso PLS indica la posizione laterale di sicurezza.
Il conteggio delle piastrine, parte dell’emocromo; è rilevante per il rischio emorragico e la terapia con eparina. In italiano si scrive spesso PLT.
PO significa per bocca: il farmaco si deglutisce. In italiano si scrive spesso “per os” o “os”.
Latino: per os
L’ISMP sconsiglia “per os” perché “os” può essere letto come OS, occhio sinistro, e la Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute chiede di evitare le abbreviazioni latine. Meglio “per bocca” o “via orale”.
Classe di farmaci che riducono l’acidità gastrica, come omeprazolo e pantoprazolo. In italiano la sigla è IPP.
Il farmaco si somministra nel retto, per esempio come supposta. In altri contesti PR può indicare la frequenza del polso o l’intervallo PR dell’ECG.
Latino: per rectum
Dal latino pro re nata; nelle prescrizioni italiane si scrive di solito “al bisogno”, per dosi da dare solo quando si verifica una condizione precisa.
Latino: pro re nata
La Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute chiede di non scrivere mai il solo “al bisogno”: la prescrizione deve riportare indicazione, dose, intervallo minimo e dose massima giornaliera.
Il servizio ospedaliero di emergenza-urgenza.
In oncologia PS indica il performance status.
Test della coagulazione della via estrinseca, espresso in secondi e di solito accompagnato dall’INR. In altri contesti PT può indicare fisioterapia o paziente.
Test della coagulazione. Il PT è riportato in secondi, ratio, attività % e INR; con PTT si intende di solito l’aPTT.
PT indica anche il piano terapeutico AIFA richiesto per alcuni farmaci; in inglese PT significa fisioterapia.
L’insieme dei parametri vitali (PA, FC, FR, TC, SpO₂), spesso abbreviato nelle consegne: “PV stabili”.
In inglese PV significa per vaginam o policitemia vera.
Pressione misurata in una vena centrale tramite CVC. In inglese CVP.
In inglese PVC significa extrasistole ventricolare (in italiano BEV), oltre al polivinilcloruro delle plastiche.
q.d. significa una volta al giorno, dal latino quaque die. È nell’elenco “Do Not Use” della Joint Commission perché il punto dopo la q può sembrare una i e far leggere q.i.d. (quattro volte al giorno).
Latino: quaque die
Meglio scrivere “una volta al giorno”. Lo stesso vale per “q1d”, che può essere letto come t.i.d. (tre volte al giorno).
q.d.s. significa quattro volte al giorno: è la forma britannica di q.i.d.
Latino: quater die sumendum
q.h.s. significa ogni sera al momento di coricarsi. L’ISMP la segnala perché può essere letta come “qhr” (ogni ora).
Latino: quaque hora somni
Meglio scrivere “ogni sera prima di coricarsi”.
q.i.d. significa quattro volte al giorno. Non equivale per forza a “ogni 6 ore” (q6h), che distribuisce le dosi in modo regolare anche di notte.
Latino: quater in die
q.n. significa ogni notte. È poco usata, e l’ISMP la segnala perché può essere letta come “qh” (ogni ora).
Latino: quaque nocte
Meglio scrivere “ogni notte” o “prima di coricarsi”.
q.o.d. significa a giorni alterni. È nell’elenco “Do Not Use” della Joint Commission perché si confonde facilmente con q.d. (ogni giorno) o q.i.d. (quattro volte al giorno).
Latino: quaque altera die
Meglio scrivere “a giorni alterni”.
q12h significa ogni 12 ore, giorno e notte: 2 dosi nelle 24 ore. A differenza di “2 volte al giorno”, l’intervallo resta fisso anche di notte.
Latino: quaque duodecima hora
q4h significa ogni 4 ore, giorno e notte: 6 dosi nelle 24 ore. A differenza di “6 volte al giorno”, l’intervallo resta fisso anche di notte.
Latino: quaque quarta hora
q6h significa ogni 6 ore, giorno e notte: 4 dosi nelle 24 ore. A differenza di “4 volte al giorno”, l’intervallo resta fisso anche di notte.
Latino: quaque sexta hora
q8h significa ogni 8 ore, giorno e notte: 3 dosi nelle 24 ore. A differenza di “3 volte al giorno”, l’intervallo resta fisso anche di notte.
Latino: quaque octava hora
Compressioni toraciche e ventilazioni durante l’arresto cardiaco. In inglese CPR.
RCP indica anche il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di un farmaco.
Esame di imaging con campo magnetico. La forma RMN è ancora diffusa, RM è quella attuale. In inglese MRI.
In fisioterapia e assistenza indica l’escursione articolare. In ostetricia indica la rottura delle membrane (rottura delle acque), per esempio SROM se spontanea.
Il momento della rianimazione in cui tornano un polso e un ritmo cardiaco efficace.
Notazione tradizionale della pressione arteriosa misurata con il bracciale, dal nome di Scipione Riva-Rocci, inventore dello sfigmomanometro: “RR 130/80”.
In inglese RR significa frequenza respiratoria (FR); nell’ECG l’intervallo RR è la distanza tra due battiti.
Struttura residenziale che offre assistenza sanitaria e infermieristica a persone non autosufficienti, per lo più anziane.
Esame radiografico tradizionale: “Rx torace” è la radiografia del torace.
In inglese Rx significa prescrizione o terapia; la radiografia si scrive XR o CXR (torace).
Metodo strutturato per le consegne o per segnalare un problema clinico in modo chiaro e sintetico.
Insufficienza del cuore come pompa. SCC indica lo scompenso cardiaco congestizio. In inglese HF.
Le stesse lettere indicano la via sottocutanea in terapia e la superficie corporea nei calcoli di dose. Conta il contesto.
Iniezione nel tessuto adiposo sotto la cute, come per insulina ed eparina a basso peso molecolare. In inglese SC, SQ o subcut.
Presente nella lista ISMP delle abbreviazioni a rischio (SC può essere letto come SL, sublinguale). In cartella SC indica anche lo scompenso cardiaco o la superficie corporea. Meglio scrivere “sottocute” per esteso.
Comprende angina instabile e infarto miocardico. In inglese ACS.
In inglese SCA significa arresto cardiaco improvviso o anemia falciforme.
Documento amministrativo compilato a ogni dimissione, con diagnosi e procedure codificate, usato per statistiche e rimborsi.
Soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%, in reparto detta semplicemente “fisiologica”.
Introduce, nella ricetta, le istruzioni d’uso da riportare sull’etichetta per il paziente: dose, via e frequenza.
Latino: signa
Il farmaco si mette sotto la lingua e viene assorbito dalla mucosa della bocca, come la nitroglicerina in compresse o spray. In italiano si scrive anche “s.l.”.
Sonda introdotta dal naso fino allo stomaco per alimentazione, somministrazione di farmaci o drenaggio. In inglese NGT o NG tube.
Struttura per scrivere le note cliniche: ciò che riferisce il paziente, ciò che si rileva, la valutazione e il piano.
Abbreviazione frequente per la difficoltà respiratoria; si trova anche SOBOE (dispnea da sforzo). In italiano si scrive dispnea.
La percentuale di emoglobina che trasporta ossigeno, misurata in modo non invasivo con il pulsossimetro.
Abbreviazione americana di sottocutaneo. L’ISMP la segnala perché “SQ” scritto a mano è stato letto come “5Q”, cioè “5 ogni”.
Meglio scrivere “subcut” o “sottocute”. Lo stesso vale per “sub q”.
Usata per “sliding scale” (schema a scalare, di solito per l’insulina) e, nella vecchia notazione farmaceutica, per “metà”. L’ISMP la segnala perché è stata letta come il numero 55.
Latino: semis
Meglio scrivere “schema a scalare” oppure “metà” / “½”.
Dosi di insulina che variano in base alla glicemia misurata, secondo uno schema scritto. L’ISMP segnala SSI e SSRI (sliding scale regular insulin) perché sono state confuse con la soluzione di iodio forte e con la classe di antidepressivi SSRI.
Meglio scrivere per esteso “insulina secondo schema a scalare” o “dose correttiva”.
STAT significa “subito”: una dose singola, un esame o una richiesta da eseguire immediatamente. Si incontra soprattutto in emergenza e in area critica; in italiano si scrive “subito” o “urgente”.
Latino: statim
Infarto con sopraslivellamento del tratto ST all’ECG, di solito da occlusione completa di una coronaria; richiede una riperfusione urgente.
Documento unico in cui il medico prescrive e l’infermiere registra ogni somministrazione, promosso dal Ministero della Salute per ridurre gli errori in terapia.
La forma raccomandata dall’ISMP per la via sottocutanea, al posto di SC, SQ o sub q.
Di solito indica i sintomi; in alcuni contesti la chirurgia. Attenzione: nelle cartelle italiane “sx” significa sinistra.
Temperatura corporea, registrata in °C, spesso indicando la sede (ascellare, timpanica, orale). In italiano si abbrevia TC, sigla che indica anche la tomografia computerizzata.
t.d.s. significa tre volte al giorno: è la forma britannica di t.i.d.
Latino: ter die sumendum
t.i.d. significa tre volte al giorno, di solito distribuite nelle ore di veglia. In italiano si scrive “3 volte/die” o “x 3/die”.
Latino: ter in die
Diabete causato dalla distruzione autoimmune delle cellule che producono insulina; la terapia insulinica è sempre necessaria. In italiano si scrive DM1 o DMT1.
La forma più comune di diabete, legata all’insulino-resistenza; si tratta con stile di vita, farmaci orali, iniettabili o insulina. In italiano si scrive DM2 o DMT2.
In pratica indica di solito la terapia con antagonisti della vitamina K (warfarin, acenocumarolo) monitorata con l’INR, spesso presso un centro TAO.
Infezione da Mycobacterium tuberculosis. In inglese TB.
In inglese TBC significa di solito “to be confirmed”, da confermare.
Temperatura del corpo in °C, rilevata tra i parametri vitali.
Ambigua: TC significa anche tomografia computerizzata. Tra i parametri “TC 37,8” è una temperatura; in una richiesta “TC torace” è un esame radiologico.
Esame radiologico a strati del corpo. TAC è il nome più vecchio e ancora molto usato, TC quello attuale. In inglese CT.
TC indica anche la temperatura corporea tra i parametri vitali.
Trauma della testa con possibile coinvolgimento dell’encefalo; la gravità si valuta di solito con la GCS.
Sintomi simili all’ictus che si risolvono completamente, di solito entro un’ora; è un campanello d’allarme per un futuro ictus.
Indica tre dosi alla settimana. L’ISMP la segnala perché è stata letta come “tre volte al giorno” o “due volte alla settimana”.
Meglio scrivere “3 volte alla settimana”, indicando possibilmente i giorni.
Stesso significato di KVO: velocità di infusione minima per mantenere pervia la linea venosa. È consigliabile specificare la velocità in mL/h.
Il farmaco si applica sulla pelle o su una mucosa, come creme, unguenti e gel.
Indica il trombolitico alteplasi, usato per esempio nell’ictus ischemico acuto; in Italia si scrive spesso rt-PA. L’ISMP la segnala perché è stata confusa con altri trombolitici, come tenecteplase e reteplase, che hanno dosaggi diversi.
Meglio scrivere per esteso il nome del farmaco (“alteplasi”).
Nutrizione completa somministrata per via endovenosa, di solito attraverso un catetere centrale, quando l’intestino non può essere utilizzato. In italiano la sigla è NPT.
Il principale esame di screening della funzione tiroidea: è alto nella maggior parte degli ipotiroidismi e basso nella maggior parte degli ipertiroidismi.
Trattamento senza consenso nei casi previsti dalle leggi 180 e 833 del 1978, disposto dal sindaco su proposta medica; riguarda soprattutto la psichiatria.
Termine degli ospedali britannici per i farmaci che il paziente porta a casa alla dimissione e per la relativa prescrizione (detta anche TTA, “to take away”).
Coagulo in una vena profonda, di solito della gamba. In inglese DVT.
Di solito significa terapia o trattamento, ma in alcune note indica trapianto (o trasfusione): conta il contesto.
Unità di attività biologica usata per insulina, eparina e altri farmaci. È nell’elenco “Do Not Use” della Joint Commission e nella Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute: scritta a mano, la “U” può essere letta come 0, 4 o cc, con sovradosaggi di dieci volte.
Meglio scrivere “unità” per esteso.
Pannello renale britannico: sodio, potassio, urea e creatinina, spesso con l’eGFR. In Italia si richiedono di solito come esami separati (azotemia, creatininemia, elettroliti).
Significa “secondo le indicazioni”. L’ISMP la segnala perché è stata letta come “unit dose” (dose unitaria) e perché di fatto non dà istruzioni precise.
Latino: ut dictum
Meglio scrivere “secondo le indicazioni”, o meglio ancora riportare le istruzioni precise.
Unità di misura usata per insulina, eparina e alcune vitamine. In inglese IU.
IU, la stessa sigla in inglese, è nell’elenco “Do Not Use” della Joint Commission (letta come IV o 10), e la Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute chiede di scrivere “unità” per esteso al posto di U. Meglio scrivere “unità” o “unità internazionali”.
Esame con ultrasuoni, eseguito al letto del paziente o in radiologia, per esempio per l’addome o per guidare il posizionamento di accessi venosi. In italiano si dice “eco” o ecografia.
Infezione in qualsiasi tratto delle vie urinarie, dalla vescica (cistite) al rene (pielonefrite). In italiano la sigla è IVU; attenzione, in Italia UTI indica l’unità di terapia intensiva.
Reparto per pazienti critici, detto anche TI o rianimazione. In inglese ICU.
In inglese UTI significa infezione delle vie urinarie (IVU): un classico falso amico.
Terapia intensiva per pazienti cardiologici acuti. In inglese CCU.
Emogas eseguito su sangue venoso, utile per pH, bicarbonati, lattati ed elettroliti ma non per valutare l’ossigenazione. In italiano si parla di EGA venoso.
Esame aspecifico di infiammazione, espresso in mm alla prima ora. In inglese ESR.
Termine che comprende TVP ed embolia polmonare; si usa spesso in “profilassi del TEV”. In italiano la sigla è TEV.
Il conteggio dei globuli bianchi, parte dell’emocromo. In italiano la sigla è GB; valori alti o bassi possono indicare infezione, infiammazione o problemi del midollo.
Indica un reperto o un valore nella norma. In italiano si scrive “nella norma”; meglio comunque riportare i dati precisi.
Il modo italiano di indicare la frequenza: “1 cp x 3/die” vuol dire una compressa tre volte al giorno. In inglese si usano bid e tid (dal latino bis/ter in die).
Un “x 3” isolato può essere letto come tre volte al giorno o come tre giorni (l’ISMP segnala “x3d” per lo stesso motivo). La Raccomandazione n. 18 chiede di indicare la periodicità senza sigle: gli orari (8-14-20) o “ogni 8 ore” tolgono ogni dubbio.
Abbreviazione per una terapia della durata di tre giorni. L’ISMP la segnala perché può essere letta come “tre dosi”.
Meglio scrivere “per 3 giorni”.
Vecchio modo italiano di indicare il microgrammo, ancora usato per le infusioni di amine in terapia intensiva: “0,1 γ/kg/min” significa 0,1 mcg/kg/min.
I simboli greci γ e µ si possono fraintendere: µg è nella lista ISMP (letto come mg) e la Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute chiede di scrivere per esteso “microgrammi”.
Enzima epatico e delle vie biliari, scritto γGT o gamma-GT. In inglese GGT.
Il simbolo SI del microgrammo. L’ISMP e la Raccomandazione n. 18 del Ministero della Salute lo sconsigliano: scritta a mano, la µ può essere letta come “m”, con una dose mille volte più alta.
Meglio scrivere per esteso “microgrammi”, come chiede la Raccomandazione n. 18; in inglese si usa “mcg”.
Nessuna sigla corrisponde.